Fe-sta.

Me-sta.
Palla che spiove, elevazione, testata in faccia, setto nasale fratturato.
Dopo contusioni alle tibie ed escoriazioni alle ginocchia, rottura del frenulo labbiale e di un dente, lussazione della mandibola, lacerazione della lingua e non so che altro, arriva la mia prima frattura ossea e quasi quasi mi commuovo. A parte la commozione, celebrale e non, c'è stato il dolore tremendo e la bella sensazione delle ossa che stridono una contro l'altra quando arriccio il naso.
Aulin, please.
Corro, corro, corro.
Mi mangio 200 metri di asfalto con le valigie in mano. Supero tutti. Intravedo il bus che sta partendo. Do fondo alle ultime energie. Sfreccio come una Panda con 5 persone a bordo in salita. Sembro un dio, veloce e fiero della propria velocità.
Mi mancano pochi metri all’arrivo. C’è un folto pubblico ad aspettarmi.
Per un attimo ricordo di non essere propriamente lucido e proprio in quel momento...CADO. Silenzio. Poi applausi e fischi a volontà dei 150 presenti.
Da dio mi tramuto in cazzone in appena mezzo secondo, il tempo di mangiarmi l’asfalto ma stavolta con le ginocchia.
Morale della favola?
Non ci sono nè morali nè favole.
Solo un persistente dolore al ginocchio sinistro.

Non fate come me, che dormo troppo o troppo poco,
Non fate come me, che mi incazzo subito,
Non fate come me, che fumo troppo,
Non fate come me, che vivo quasi sempre nel disordine,
Non fate come me, che volevo essere cattivo,
Non fate come me, che non riesco a dimenticare,
Non fate come me, che bevo troppo,
Non fate come me, che ho paura dei clown,
Non fate come me, che do consigli su cosa fare e cosa non fare.
A guardar bene, c'è qualche "non" di troppo.
Non c’è giustizia su questo pianeta.
Tu te ne stai in posizione scolo-lordo-cifotica sulla tua sedia con lo sguardo perso nei pixel del monitor, con qualche nota che riesce a sfondare i bastioni encefalici in assetto anti-suono, a riflettere sul perchè collezioni segnali stradali.
Ma tutto questo non può durare, si sfiderebbe la legge universale che proibisce di startene per cazzi tuoi più di mezz’ora.
Dal corridoio avverti un suono che nemmeno un gruppo folk dark scorregistic indie metal sarebbe in grado di generare. I bastioni anti-suono vengono disattivati, hai un tragico presentimento...
L’ASPIRAPOLVERE.
Si avvicina alla porta quel fottuto rumore, lo ascolti meglio e sembra la colonna sonora de "Lo Squalo".
Un misto horrorifico di suoni alti e bassi, una vera mazzata che colpisce gengive e frenulo labbiale. Ti prudono i denti (strano ma vero) dal nervosismo, alzi il volume dello stereo al massimo, ma nemmeno una chitarra distorta a 90 decibel riesce a difenderti.
La legge universale antiscazzo ha vinto ancora.
Io ho solo ferite guaribili in 10/15 min. Ma ci sono dei morti sul campo. Guardi a terra e quelle adorabili pallette di polvere non ci sono più, risucchiate da quell’orrido mostro tecnologico. Pace all’anima loro, povere pallette (altresì dette "conigli da camera").
R.I.P Pallette di Polvere
Servitrici fedeli del disordine, silenziose nel loro sacrificio al nemico.
Fulgido esempio di eroismo polveroso, sarete il simbolo per le future Pallette.
Addio.

di quando sei solo in auto di notte e non fai che guardare dietro di te perchè avverti la presenza di un passeggero che non ti ha chiesto il permesso di salire e che presumi abbia un macete in mano,
di quando i lettori si lamentano della tua latitanza dal blog e non sanno che sono moooolto impegnato (devo salvare il mondo io..ihihihihih)
di quando quando un dvd dei Doors e ti dici "Dio non esiste, ne ho le prove. Se fosse esistito mi avrebbe fatto vivere gli anni '70.",
di quando guardi il tg e quel disgraziato di inviato ti aggiorna sulle condizioni di salute del Papa ed eviti di guardare e pensare a qualsiasi oggetto che potrebbe tornare utile per fracassare la tivì,
di quando ti senti solo ma poi guardi il tuo cane e lui non guarda te e ti senti ancora più solo,
di quando sfogli la tua agenda e realizzi che è vuota come una canzone di Alexia,
di quando vedi tutti che si sbaciucchiano, tu no e pensi che quest'anno è la prima volta che non hai preso ancora l'influenza (sgrat sgrat),
di quando scrivi sul blog ed hai il presentimento che tutte quei caratteri combinati tra di loro diano come risultato solo una massa informe di stronzate.
Ma bisogna superare paure, stress e sensazioni devianti.
Bisogna cercarne di peggiori. E scriverle sul tuo blog.
Si apra il sipario.
Primo post.
Bene.
Per ora si tratta solo di presentazioni e formalità, tra un pò si smanetterà con l'html e ci si potrà divertire.
Inizi la rappresentazione grottesca burlesca della finta realtà della Terra del Tramonto.
